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My personal Salone del Gusto awards - Ecco i miei ultrapreferiti di ritorno dal Salone. Mi limito a segnalare le cose che non conoscevo. Tra quelle che conoscevo già ci sono, naturalmente, molte conferme.
Formaggi: il Parmigiano Reggiano 52 mesi del Caseificio Sociale Santa Rita condotto da Graziano Poggioli è senza alcuna ombra di dubbio il miglior Parmigiano che io abbia mai mangiato (e ne ho mangiato...). Di conseguenza è anche il miglior formaggio che io abbia mai mangiato (e ne ho mangiato...). Di conseguenza è anche il Miglior Prodotto Assaggiato al Salone del Gusto, in assoluto. Gran premio della Giuria al Blue Stilton, notevolissimo, pastoso e gustoso, della Neal's Yard Dairy (che produce anche un ottimo Cheddar artigianale). Menzione d'onore per il Castelmagno stagionato (cosa che non troverete mai) che Beppino Occelli nascondeva in un angolo del suo stand: friabile ma pastoso, e splendidamente blu all'interno, non piccante ma con tutte le note del sottobosco.
Salumi: il Salame Strolghino da carni di Mora Romagnola di Massimo Spigaroli. Morbidezza, dolcezza, sapidità, in perfetto equilibrio. Segue a ruota il magnifico Lardo di Colonnata (ebbene sì, quello buono esiste davvero!) di Marino Giannarelli.
Prodotti ittici: le Acciughe sotto sale Sangiolaro. Hanno battuto in dirittura d'arrivo le magnifiche acciughe spagnole Fredo (premio per la Confezione Più Bella). Ma Sangiolaro, artigiano toscano che acquista soltanto materie prime del mediterraneo, vince in grande scioltezza. Le sue acciughe, pescate in stagione tra Pantelleria e Lampedusa, battono tutte le altre. Grosse al punto giusto ma non grasse, hanno un plus straordinario. Chi è addetto a dissalarle e a diliscarle, infatti, viene premiato ad ogni pezzo con un bonus da veri raffinati: quasi ogni acciuga ha mantenuto al suo interno intatta e morbida la sacca ovarica, vera delizia da rapinare all'istante prima di portare i filetti in tavola. L'accoppiata acciuga Sangiolaro - burro Occelli su crosta di pane presenta un elevatissimo rischio di rapida assuefazione, e si aggiudica il titolo di Sfizio dell'Anno 2002. Nutrivo grandi aspettative nei confronti dei prodotti lagunari di Orbetello, presidiati da Slow Food: Grande Bluff e Delusione del Salone 2002. Le anguille (belle, piccoline) sono state trattate da incompetenti riducendole alla consistenza di stringhe di cuoio bagnato. Non bastasse, sono state umiliate da una salsa di peperoncino esageratamente piccante e assolutamente fuori posto (stessa umiliante sorte viene riservata al filetto di Cefalo). Urge per quei signori un corso approfondito in Olanda, dove le piccole anguille vengono delicatamente affumicate e consumate così, al naturale.
11:47:37 AM
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